Intervista Ad Annamaria Tuan – Responsabile Coworking Udine


Ciao Annamaria, da dove nasce la vostra idea di attivare il coworking?

Due fattori hanno contribuito alla nascita della nostra idea: l’aspetto generazionale e l’aspetto professionale ci hanno fatto percepire i vantaggi e la potenza della rete ma anche le difficoltà derivanti dalla virtualizzazione dei rapporti. La rete rappresenta un enorme vantaggio per la circolazione delle idee e l’accesso all’informazione ma nonostante ciò, si perde quella complessità relazionale tipica dei rapporti sociali “vis a vis”.

Da quante persone è composto il vostro staff? Quali sono i ruoli di ciascuno?

 

Lo staff progettuale è composto da cinque persone, che stanno mettendo a punto i meccanismi attraverso i quali dar vita all’iniziativa, ed un referente dell’azienda che materialmente offre gli spazi (all’interno del maggior centro commerciale della regione Friuli Venezia Giulia), il quale si occupa delle pubbliche relazioni.

L’attività sui vari social network sta contribuendo a diffondere il vostro progetto?  In quale misura?

Il blog http://coworkingudine.wordpress.com e il gruppo che abbiamo fondato su Facebook ci hanno permesso di diffondere il nostro progetto e venire in contatto con altri coworking, organizzazioni e associazioni. Anzi, colgo l’occasione per ringraziarti di questa intervista e dell’ampia disponibilità dimostrata allo scambio reciproco di notizie e visibilità.

Come hai visto cominciano ad esserci alcune realtà in diverse regioni; alcune affilate a network altre indipendenti e ognuna di esse esprime una caratterizzazione. Quali sono gli aspetti  più significativi del vostro coworking, quali ritenete marginali e perché?

Rispetto alle altre realtà già presenti sul territorio nazionale, vogliamo offrire degli spazi di condivisione che verranno continuamente animati da iniziative e progetti con lo scopo di facilitare l’incubazione di nuove idee di business ed offrire opportunità di lavoro. Credo sia proprio questo il valore aggiunto della nostra idea di coworking.

In un tuo recente intervento su face book sostenevi che il vostro blog deve servire per creare aspettativa ma che il vostro coworking non sarà pronto prima di settembre. Parlaci dunque del vostro “spazio mentale” e poi di quello fisico (che state allestendo).

Per quanto riguarda lo spazio fisico, come precisato in precedenza, sarà allestito all’interno di un centro commerciale e, non a caso, saremo vicini al già esistente business center (www.ufficity.com). Essere all’interno di un centro commerciale rappresenta un vantaggio dal punto di vista strategico in termini di attrazione e visibilità, mentre la presenza di uffici e quindi di aziende a fianco del coworking favoriranno la creazione di un terreno fertile per condivisione di idee e lo sviluppo di un network.  Riguardo allo “spazio mentale” che abbiamo idealizzato, vorrei esprimere un concetto chiave che rappresenta la base da cui ci stiamo muovendo: la contaminazione organizzata delle professionalità, intesa come la volontà di favorire le relazioni e la condivisione di idee.

Cosa ne pensi della diatriba in corso tra business center e coworking? Mi spiego meglio, alcuni pensano che la differenza tra le due realtà sia data dall’approccio tipicamente affaristico del primo rispetto alla  socialità del lavoro esaltata dal secondo. Altri sostengono invece che l’idea del coworking pur senza la sua attuale definizione, sia infondo vecchia e già collaudata. Qual è la vostra posizione?

Penso che l’aspetto della socialità del lavoro sia un elemento essenziale del business attuale e futuro. Forte dell’idea di contaminazione che ci anima, ritengo che i confini tra business center e coworking siano fittizi.

A proposito di creatività di gruppo vs creatività individuale e le autorevoli fonti citate, qual è il pensiero di Annamaria?

Credo siano due percorsi diversi applicabili in contesti diversi e comunque entrambi validi. Resta il fatto che la creatività di gruppo presuppone l’esistenza delle stesso: il coworking è un contesto che ne favorisce la formazione. 

Come ti immagini il vostro coworking e quindi il vostro progetto  fra 5 anni?

Non so immaginare come sarà il nostro coworking tra cinque anni: noi ce la metteremo tutta per animare lo spazio e renderlo così attrattivo da creare le condizioni che probabilmente sono alla base del successo dell’iniziativa; sarà anche importante la qualità delle persone che lo frequenteranno.

Ultima domanda: in questo preciso momento, quale cappello indossi?

Seguendo la tecnica di De Bono, l’ultimo cappello da indossare è quello blu (quello della sintesi)… ma non dimentichiamoci del coniglio che porto nel mio magico cappello a cilindro…

 

Ringraziamo la collega Annamaria per la disponibilità .

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  1. Complimenti, ho parlato con Gigliola Piccolo di uffiCity Udine che mi ha detto avere un piccolo ruolo in questa iniziativa che si ricollega al suo business center.
    Mi permetto di riprendere link intervista nel nostro blog lunedì.
    Buon lavoro.

    • Ciao Sabrina ne approfitto per augurarti buone ferie, da mercoledì la nostra sede sarà chiusa fino al 23/08.
      Gianluca

  1. 1 La nostra prima intervista « Co-working Udine

    […] La nostra prima intervista Salta ai commenti Con molto piacere vi invito a cliccare su questo link https://wiowio.wordpress.com/2009/07/24/intervista-ad-annamaria-tuan-responsabile-coworking-udine/  […]




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